Sopravvivenza

Cade da 3000 metri e sopravvive 11 giorni nella giungla

Un fulmine disintegra l'aereo. Lei precipita ancora legata al sedile. È l'unica a sopravvivere — e poi comincia la parte difficile.

8 giugno 2026

Il 24 dicembre 1971 un aereo con 92 persone a bordo entra in una tempesta sopra l’Amazzonia. Un fulmine lo colpisce. L’aereo si disintegra in volo.

La caduta

Juliane ha 17 anni. Precipita ancora legata al sedile, da circa 3000 metri, dentro la foresta. Si risveglia a terra il giorno dopo. Ha una clavicola rotta, un occhio gonfio chiuso, tagli profondi. Ma è viva. È l’unica.

Gli 11 giorni

I suoi genitori erano biologi. Aveva passato tempo in una stazione di ricerca nella foresta, e una cosa se l’era tenuta in mente: seguire l’acqua. Un ruscello porta a un torrente, un torrente a un fiume, un fiume alle persone.

Cammina e si lascia trasportare dalla corrente per giorni. Le ferite si infettano. Trova infine una barca e un rifugio, dove alcuni boscaioli la ritrovano.

Cosa resta

Sopravvivere alla caduta è stata fortuna. Sopravvivere agli 11 giorni dopo è stato sapere una cosa semplice al momento giusto, e avere la lucidità di applicarla mentre il corpo cedeva.

Fonti

  1. Juliane Koepcke, «When I Fell From the Sky» (memoir)
  2. Werner Herzog, «Wings of Hope» (documentario, 2000)